Oidio e maculature fogliari della nocciola (Erysiphe corylacearum)¶
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Questo articolo è stato compilato automaticamente da una raccolta di letteratura sulla nocciola grazie all'intelligenza artificiale e potrebbe contenere errori o dati obsoleti. Serve come punto di partenza per ulteriori ricerche, non come consiglio tecnico. Dosaggi, prodotti e tempistiche sono indicativi e dipendono dalla varietà, dalla posizione e dalle normative vigenti — verificare obbligatoriamente con il servizio di consulenza e sulle fonti ufficiali prima dell'applicazione.
Le malattie fogliari della nocciola (Corylus avellana) sono spesso sottovalutate perché raramente distruggono direttamente la nocciola come fa la Curculio (lleskotoč) o la marcescenza della nocciolina. Tuttavia, le foglie sono il "motore" dell'albero: ogni perdita prematura di massa fogliare riduce la fotosintesi, esaurisce il cespuglio, indebolisce la crescita del legno produttivo e riduce la fruttificazione nell'anno successivo. Sulla nocciola si manifestano due gruppi di malattie fungine delle foglie: oidi (in inglese powdery mildew) e maculature fogliari (in inglese leaf spot, anthracnose). Per lungo tempo, l'unico oidio della nocciola era quello causato da Phyllactinia guttata (sin. P. corylea) — una malattia che "di regola non viene controllata". Negli ultimi anni, tuttavia, in Europa si sta diffondendo un nuovo oidio, più aggressivo, causato dalla specie asiatica Erysiphe corylacearum, che può ridurre significativamente la resa e la qualità. Questo articolo spiega come riconoscere queste malattie, come si diffondono e quali misure di protezione — agrotecniche e fungicide — hanno senso nelle condizioni croate.
Panoramica rapida: tre malattie fogliari¶
| Malattia | Agente eziologico | Sintomo principale | Periodo di comparsa | Importanza economica |
|---|---|---|---|---|
| Oidio classico | Phyllactinia guttata (sin. Phyllactinia corylea) | rivestimento polveroso sulla pagina inferiore della foglia, macchie gialle sulla pagina superiore | agosto–ottobre | di solito basso; maggiore nei noccioleti concimati e umidi |
| Nuovo oidio (asiatico) | Erysiphe corylacearum | macchie bianche polverose sulla pagina superiore della foglia e sulle brattee del frutto | da estate in poi | elevato — può ridurre resa e qualità |
| Maculatura / essiccamento delle gemme | Gloeosporium coryli (sin. Labrella coryli), e altri funghi | macchie rotonde fino a 2 cm con zona ad anelli, defogliazione | luglio–autunno, dopo periodi piovosi | moderato; intenso negli anni umidi |
Regola per il campo
Guardate da quale lato della foglia è presente il rivestimento. Una patina polverosa prevalentemente sulla pagina inferiore (faccia inferiore) indica l'oidio classico da Phyllactinia. Macchie bianche polverose evidenti sulla pagina superiore (faccia superiore), con colorazione bronzo-violacea e attacco sulle brattee del frutto, fanno sospettare il nuovo Erysiphe corylacearum. Le macchie marroni rotonde con anello chiarificato non sono oidio, ma maculatura fogliare.
Oidio classico della nocciola — Phyllactinia guttata¶
Importanza¶
Phyllactinia guttata (nella letteratura più vecchia Phyllactinia corylea) è tradizionalmente la "più comune malattia fungina della nocciola" e contemporaneamente quella di cui ci si preoccupa meno. I danni sono di solito trascurabili quando la malattia si manifesta tardivamente nella vegetazione. Solo se appare precocemente, o in noccioleti fortemente concimati e umidi, la perdita di foglie può giustificare il costo della protezione. L'oidio è più comune nel clima mediterraneo che in quello continentale.
Sintomi¶
- Pagina inferiore della foglia: una leggera patina polverosa (grigio-bianca) formata da micelio e conidi (oidi). All'inizio la patina è poco sviluppata e appena visibile, poi si diffonde, si addensa e può coprire l'intera pagina inferiore.
- Pagina superiore della foglia: zone biancastre sporche e macchie polverose; il tessuto in questi punti può necrotizzare.
- Svolgimento: durante settembre la pagina inferiore ingiallisce, poi scurisce, e la foglia cade. Una forte defogliazione esaurisce il cespuglio e riduce la crescita e la fruttificazione nell'anno successivo.
Diffusione¶
- I sintomi compaiono più spesso da metà agosto a ottobre; negli anni umidi (umidità relativa 70–80 %) anche prima.
- È favorita dall'alta umidità relativa dell'aria e dalla crescita rigogliosa e tenera — da qui il legame con la concimazione azotata eccessiva.
- Il fungo sverna nelle foglie cadute e si diffonde intensamente da esse l'anno successivo.
Nuovo oidio (asiatico) — Erysiphe corylacearum¶
Perché è importante¶
Erysiphe corylacearum è una specie originaria dell'Asia che si è diffusa attraverso Turchia, Georgia e Iran, e negli ultimi anni è stata registrata per la prima volta in una serie di paesi europei — Italia (Piemonte, 2020–2024), Ungheria, Romania e altri. A differenza del mite oidio da Phyllactinia, questa specie è descritta come una malattia emergente e più pericolosa che può ridurre significativamente la resa e la qualità della nocciola. Per questo motivo è rilevante anche per i produttori croati, anche se al momento della stesura non è stata ancora confermata in laboratorio in alcune aree — vale la pena monitorarla e saperla riconoscere.
Stato e normative
La comparsa e la diffusione di E. corylacearum in Europa sono monitorate dai servizi fitosanitari (ad es. EPPO). Se nel noccioleto si notano i sintomi descritti di seguito — in particolare macchie bianche polverose sulla pagina superiore della foglia e sulle brattee del frutto — si consiglia di segnalare al servizio di consulenza/fitosanitario per la conferma e la registrazione. L'elenco dei prodotti registrati e le loro applicazioni consentite vanno verificati nella banca dati FIS (fis.mps.hr) poiché le registrazioni cambiano.
Sintomi (come differire da Phyllactinia)¶
Secondo recenti ricerche italiane, i sintomi di E. corylacearum sono:
- sulla pagina superiore (faccia) della foglia, macchie bianche polverose circolari di ~0,5–1 cm di diametro e aree giallo pallido;
- rivestimento miceliale bianco-grigiastro e anche sulle brattee (bratteole) del frutto;
- nelle fasi avanzate di infezione, le macchie si diffondono e si fondono, e il colore della foglia diventa viola-bronzo (purple-bronze).
La differenza chiave: il classico Phyllactinia dà il rivestimento prevalentemente sulla pagina inferiore, mentre Erysiphe è più evidente sulla pagina superiore della foglia e colpisce le brattee del frutto, il che è direttamente correlato alla perdita di resa.
Diffusione¶
- Come tutti gli oidi veri e propri, si diffonde per conidi trasportati dal vento; lo sviluppo è favorito da tempo caldo, secco o moderatamente umido e da una chioma fitta e scarsamente aerata.
- Sverna sui residui vegetali infetti e, a seconda delle condizioni, sui corpi fruttiferi (cleistoteci/hazmoteci).
- Una crescita vegetativa rigogliosa (eccesso di azoto), una chioma compatta e la vicinanza a noccioleti infetti aumentano il rischio.
Maculatura fogliare ed essiccamento delle gemme — Gloeosporium coryli e altri funghi¶
Agenti eziologici¶
La maculatura fogliare della nocciola più spesso descritta nella letteratura nazionale è la maculatura fogliare ed essiccamento delle gemme causata da Gloeosporium coryli (Roberge ex Desm.) Sacc., in alcune fonti indicata anche come Labrella coryli. Sotto la denominazione generica di "maculature" rientra anche una serie di altri funghi (ad es. Cylindrosporium, Phyllosticta/Cylindrosporella coryli, Septoria, Piggotia coryli, Sphaceloma/Elsinoë coryli = antracnosi), che producono tutte macchie rotonde simili. Nella maggior parte dei noccioleti commerciali la maggior parte di questi funghi sono secondari; l'eccezione è Sphaceloma coryli, che nel sud dell'Italia ha causato gravi perdite.
Sintomi¶
- sulle foglie, tarda estate e inizio autunno (e negli anni umidi già a luglio), si formano macchie rotonde di dimensioni fino a ~2 cm;
- aspetto caratteristico: zona ad anelli chiarificata (più chiara) circondata da un bordo più scuro; spesso macchie clorotiche;
- le macchie si moltiplicano, si fondono e coprono una parte maggiore della lamina fogliare → necrosi del tessuto → caduta delle foglie (defogliazione);
- nei punti delle macchie si sviluppano corpi fruttiferi (acervuli) — piccoli puntini neri visibili a occhio nudo;
- possono essere infettati anche le gemme fiorali e raramente i rami; in primavera le gemme cambiano colore e cadono, e dai germogli infetti possono svilupparsi rami rachitici.
Diffusione¶
- La malattia esplode dopo lunghi periodi freddi e piovosi durante la vegetazione; ogni pioggia successiva favorisce la diffusione dell'infezione.
- I conidi dagli acervuli vengono dispersi dalla pioggia (rovesci) e dagli insetti su nuove foglie e gemme.
- Il fungo sverna nelle foglie cadute e nelle gemme infette; in primavera precoce si attivano le spore svernanti e si effettua l'infezione primaria. Il rischio maggiore è in autunno dopo la raccolta, quando la protezione non viene più applicata.
Attenzione: non ogni macchia è fungina
Macchie necrotiche di forma irregolare su foglie, frutti e rametti, con essiccamento dei giovani rami e piaghe nere con essudato batterico, indicano una batteriosi (Xanthomonas arboricola pv. corylina), non una maculatura fungina. Vedi l'articolo sulla batteriosi e sulla piaga. La distinzione è importante perché le batteriosi si controllano in modo diverso (rame, igiene), e i fungicidi contro la maculatura non hanno effetto su di esse.
Control of powdery mildew¶
1. Agronomic and preventive measures (always first)¶
- Sanitation: collect and remove (plough in or burn) fallen, infected leaves, as the pathogens overwinter in them. This is the most effective measure against both powdery mildews and leaf spots.
- Balanced fertilization: avoid excessive nitrogen — lush, soft growth favours powdery mildew. Align fertilization with soil/leaf analysis.
- Crown ventilation: prune to open the bush/crown so that leaves dry faster (less moisture = less powdery mildew and leaf spots).
- Monitoring: regular inspection of the orchard, especially near already infected areas; early detection of E. corylacearum.
2. Common powdery mildew (Phyllactinia)¶
It is generally not controlled, especially when it appears late in the summer. Intervention is justified only in heavily fertilized orchards and during humid, hot summers, when there is a threat of reduced growth of fruiting wood.
Caution with sulfur on hazelnut
Sulfur-based fungicides can be phytotoxic on hazelnut leaves (leaf burn). Therefore, they should be applied at concentrations significantly lower than those recommended for other crops and multiple times in smaller amounts, rather than in a single full dose. Avoid application during heat and strong sunlight.
3. New powdery mildew (Erysiphe corylacearum)¶
Experience is still developing, but scientific literature and field data indicate:
- Prevention with sulfur and the aforementioned agronomic measures (removal of infected residues, balanced fertilization and irrigation, ventilation) form the basis.
- Curative options are limited. In trials, systemic fungicides from typical "powdery mildew" groups were effective — triazoles/DMI (e.g., difenoconazole) and strobilurins/QoI (e.g., azoxystrobin); the combination of azoxystrobin + difenoconazole showed in one Italian trial ~92 % efficacy on leaves and ~74 % on the fruit husks. These data refer to specific trials and products and do not automatically imply registration for hazelnut in Croatia.
- Biocontrol agents (e.g., based on Bacillus spp.) and "environmentally acceptable" products are also being investigated.
Registration is mandatory
Before any application, check in the FIS database (fis.mps.hr) whether the product is registered for hazelnut and for powdery mildew. Many effective products for other crops are not permitted on hazelnut. Follow the label for doses, number of applications, and pre-harvest intervals (PHI).
Approximate doses of sulfur and related products (informational)¶
The following values come from hazelnut protection literature (mostly ecologically permitted products) and are strictly informational — check current registration and label:
| Product (example) | Target | Approximate dose/concentration | Number of applications | PHI |
|---|---|---|---|---|
| Cosavet DF (sulfur) | powdery mildew | 0.2 % (≈200 g / 100 l water) | up to 4× | 5 days |
| Microthiol Special Disperss (sulfur) | powdery mildew, hazelnut eriophyid mite | 3–5 kg/ha | up to 8× | 5 days |
| Chromosul DF / Chromosul 80 (sulfur) | powdery mildew, hazelnut eriophyid mite | 3–5 kg/ha (resp. ~0.3 %) | — | OVP* |
* OVP = PHI limited by time of application. Values are informational; the label and FIS database are authoritative.
Killing two birds with one stone
Sulfur fungicides applied against powdery mildew also act indirectly on the hazelnut eriophyid mite (Phytoptus avellanae) and psyllids, for which there are no registered acaricides in our region. Therefore, early spring sulfur treatments (at bud swell, daily temperatures ~15–20 °C) have a double benefit.
Control of leaf spots¶
Agronomy¶
- Removal and destruction of fallen leaves (pathogen overwintering) — the single most important measure.
- Pruning of infected shoots and buds; in case of severe attack, clean back to healthy wood. For fomesopsis/black spot, literature recommends pruning 5 cm below the lesion on shoots and 10 cm on scaffold branches, before sap flow, with tool disinfection.
- Ventilation and balanced fertilization (as for powdery mildew).
- More resistant/tolerant varieties where available.
Fungicidal control¶
Leaf spots are controlled preventively during the growing season, during the period when leaf and fruit tissue is sensitive and humid conditions favour infection (approximately late April, May, June, and as needed after rainy periods). In wet years, treatments are repeated at intervals of ~10–13 days, monitoring rainfall.
| Product (example) | Target | Approximate dose/concentration | Number / PHI |
|---|---|---|---|
| Signum DF (boscalid + pyraclostrobin) | gray leaf spot, brown fruit rot | 1 kg/ha | 2× / 28 days |
| Stoper (combined fungicide) | leaf spots, fruit rot | 0.3 % (≈300 ml / 100 l) | according to label |
| Mancozeb | leaf spots, fruit rot | 0.25 % (≈250 g / 100 l) | according to label |
| Combined fungicide (vegetation) | leaf diseases (gray leaf spot) | 0.5–0.6 % (500–600 g / 100 l) | according to label |
| Copper products (e.g., Bordeaux mixture, Champion, Cuprablau-Z, Neoram) | fungal and bacterial diseases, bark canker | e.g., 0.5 %; 2–3 kg/ha; 0.25–0.45 % | 2–3× / 15–21 days |
All values are informational and depend on the product, variety, location, and registration.
Synergy with other treatments
May/June treatments against leaf spots and fruit rot often coincide in time with key protections against hazelnut weevil and stink bugs. Combined fungicides (e.g., Signum) and copper can be aligned with insecticide treatments, reducing the number of passes through the orchard. Always check compatibility (tank mix) and PHI of all products in the tank.
Approximate leaf protection calendar¶
| Phenophase / period | Target | Typical measure |
|---|---|---|
| Dormancy / winter pruning | sanitation, inoculum reduction | removal of fallen leaves, pruning of infected branches, disinfection of cuts |
| Bud swell (T ~15–20 °C) | hazelnut eriophyid mite, early protection | sulfur fungicide (also indirect effect on mite) |
| Late April – June | leaf spots, fruit rot | preventive fungicide (e.g., Signum/Stoper/Mancozeb), repeat as needed for moisture |
| Summer (hot, humid) | powdery mildews | sulfur at reduced concentrations, multiple applications; monitoring E. corylacearum |
| Post-harvest / autumn | leaf spots, overwintering inoculum | leaf removal, copper application after leaf fall |
Practical recommendations and common mistakes¶
- Do not confuse diseases. Powdery coating = powdery mildew; round spots with a ring = leaf spots; irregular necroses with exudate and branch drying = bacteriosis. Incorrect diagnosis means incorrect (and useless) product.
- Do not overdo nitrogen. Excessive nitrogen fertilization is "fertilizer" for powdery mildew — lush, soft leaves are more susceptible.
- Sulfur on hazelnut — be careful. Lower concentrations, more frequently, not during heat. Otherwise, leaf burn is threatened, which looks like "the medicine is worse than the disease".
- Do not forget autumn. Most of the inoculum for leaf spots and powdery mildew overwinters in fallen leaves; those who remove them start the next year with lower disease pressure.
- Monitor the new powdery mildew. E. corylacearum is spreading across Europe; early recognition (white spots on the leaf surface and on the fruit husks, bronze discoloration) and reporting to services are key for timely response.
- Check registration (FIS). Many "logical" fungicide choices are not permitted on hazelnut. The product, dose, number of applications, and PHI are determined by the label and FIS database, not by literature.
Gallery¶
Sources¶
This article is an AI summary compiled from an internal hazelnut literature collection (RAG corpus) and supplemented with public web sources. The content is a verifiable starting point, not an official instruction; doses and products must always be aligned with current registration (FIS) and advisory services.
Main sources used from the corpus:
- Diseases and pests of hazelnut — Repository (PDF, 2020.) — description of powdery mildew (Phyllactinia guttata), leaf spots, and an orientation protection plan.
- Leaf spot and bud drying of hazelnut (Gloeosporium coryli) — Master's thesis, Josip Juraj Strossmayer University of Osijek (2021.).
- Hazelnut protection in organic farming (2026.) — table of permitted sulfur and copper products (Cosavet, Chromosul, Microthiol, Bordeaux mixture, Neoram, Champion, Cuprablau-Z) with doses and PHIs.
- Annual hazelnut treatment plan — Gospodarski list (2026.) — Signum DF (gray leaf spot), sulfur against powdery mildew, ecological products.
- Protect your hazelnut orchards after heavy rains — Chromos Agro (2025.) — leaf spot and bud drying (Labrella/Gloeosporium coryli), Chromosul 80, Fond 12 E.
- Control of harmful organisms in hazelnut orchards / HAZELNUT PROTECTION (2009./2012.) — note on sulfur phytotoxicity and powdery mildew control.
- Notice to hazelnut producers / Notice to commercial hazelnut producers — Ministry of Agriculture — Signum for gray leaf spot, sulfur, and monitoring.
- Economic analysis of hazelnut production (2023.) and HAZELNUT — from planting to harvest — link between powdery mildew and nitrogen fertilization and moisture.
Main public (web) sources:
- Matić et al. (2024.) Powdery mildew caused by Erysiphe corylacearum: An emerging problem on hazelnut in Italy, PLOS ONE — https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0301941 (and PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11132447/)
- EPPO Reporting Service — Erysiphe corylacearum, an emerging pathogen of hazelnut — https://gd.eppo.int/reporting/article-6981
- PNW Pest Management Handbooks — Hazelnut (Corylus avellana) — Powdery Mildew — https://pnwhandbooks.org/plantdisease/host-disease/hazelnut-corylus-avellana-powdery-mildew
- PNW Pest Management Handbooks — Hazelnut (Corylus avellana) — Leaf Spots — https://pnwhandbooks.org/plantdisease/host-disease/hazelnut-corylus-avellana-leaf-spots
- APS — Diseases of European Hazelnut — https://www.apsnet.org/edcenter/resources/commonnames/Pages/Hazelnut.aspx
- Sphaceloma coryli: A Reemerging Pathogen Causing Heavy Losses on Hazelnut in Southern Italy, Plant Disease — https://apsjournals.apsnet.org/doi/10.1094/PDIS-06-15-0664-RE
- FIS — Phytosanitary Information System (registered plant protection products in Croatia) — https://fis.mps.hr/